“Lo avevamo denunciato non più tardi di una settimana fa e continuano più insistenti le indiscrezioni: lo Stato Maggiore della difesa avrebbe intenzione di bloccare il piano 'Brin' e si preparerebbe a privatizzare gli stabilimenti militari della Marina Militare”. Così Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa in merito alle ipotesi sulla riorganizzazione degli stabilimenti industriali della Marina Militare
“Sarebbe un pesantissimo colpo di spugna - proseguono - sulla re-internalizzazione dei servizi stabilita dalla legge 244/2012 e dai successivi decreti attuativi disposto dal Ministero seguendo i principi inseriti nel libro bianco di recente pubblicazione che, invero, altro non è che un semplice atto di indirizzo interno all'amministrazione, non una legge o un decreto. Se fosse confermata la notizia, nel più completo e assordante silenzio della politica, si arriverebbe non solo alla cessione alle industrie private di importanti asset tuttora patrimonio della Difesa dello Stato italiano, ma addirittura all'inaccettabile assorbimento del relativo personale civile da parte di quelle stesse imprese”.




“Un vero e proprio scippo ai danni dei lavoratori e dei servizi ai cittadini. Nel disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato sono sparite le risorse contrattuali per i lavoratori dei ministeri che servono a retribuire la produttività. Risorse stanziate ogni anno, per finanziare il prolungamento dell’orario di apertura degli uffici e l’ampliamento dell’offerta di servizi. Ma anche l’allungamento dei turni di lavoro e i festivi”. Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Nicola Turco – segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Pa – denunciano l’ennesimo gioco di prestigio dell’esecutivo. “Trucco che affosserebbe definitivamente la fiducia degli stessi lavoratori nello Stato, e soprattutto servizi strategici per il Paese: beni culturali, tribunali, prefetture, sicurezza del lavoro”.