Un corteo di bandiere, cartelloni, fischietti e slogan gridati a squarciagola per il rinnovo del contratto, così l’esercito delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico impiego di CGIL CISL UIL ha scioperato ed è sceso in piazza questa mattina a Napoli.
“Noi non siamo i furbetti del cartellino, non siamo i fannulloni o gli sfaticati, noi siamo le lavoratrici ed i lavoratori dello Stato, operiamo nei ministeri, nelle prefetture, nei corridoi degli ospedali, nei reparti, nelle sale operatorie, nei pronto soccorso, siamo negli uffici dei comuni, delle regioni o nel corpo forestale, noi siamo servitori dello Stato e dei cittadini italiani e siamo stanchi di essere screditati e maltrattati” . “Da 2300 giorni non abbiamo il rinnovo del contratto e vediamo calpestati i nostri diritti, adesso il Governo, lo Stato metta le risorse e rinnovi il contratto ai suoi dipendenti”, così hanno affermato dal palco in piazza del Gesù, Nicola Turco, il segretario nazionale della UILPA, Doriana Buonavita segretario generale della CISL Fp, Vincenzo Martone, segretario generale della UIL Fpl Campania ed Alfredo Garzi, segretario generale della CGIL FP Campania”.



“Mostriamo a un giovane poco competente cos’è la dignità dei lavoratori pubblici. Renzi scendi dall’Olimpo e guarda le persone perbene” scandisce dal palco il segretario generale della Cisl Fp Giovanni Faverin. Quelle persone – quasi 20.000 mila - che stamattina hanno riempito via dei Fori Imperiali per la manifestazione regionale organizzata dalle categorie del pubblico impiego di Cgil Cisl e Uil, sono i lavoratori e lavoratrici dei servizi pubblici e privati di Roma e del Lazio, scesi in piazza in rappresentanza di 400 mila colleghi e oltre 500 professioni della PA e dei servizi pubblici.
Oltre 5.000 lavoratori hanno riempito le vie del centro di Cagliari per lo sciopero generale del pubblico impiego e dei servizi. Non si era mai vista una partecipazione così ampia in Sardegna. Un corteo di colori e suoni ha accompagnato la riuscita manifestazione che si è conclusa di fronte al Consiglio Regionale con gli interventi. Centinaia di lavoratori sono arrivati alla manifestazione da ogni territorio dell’Isola, mettendo insieme le professioni e le competenze dei vari settori, che con i lavoratori precari del sistema pubblico chiedono non solo #ContrattoSubito ma anche riforme più condivise e davvero innovative. Questo in un sistema di sviluppo della Sardegna che deve vedere al centro delle scelte qualità e diffusione territoriale dei servizi pubblici e non invece tagli nazionali e regionali.